Abbiamo scoperto la mostra di FIBER Art di Florencia Martinez, curata da Barbara Santoni, all’interno dello spazio di IAFIL -Industria Ambrosiana Filati – a Pitti Immagine Filati 96, alla Fortezza da Basso a Firenze.
Florencia è nata a Buenos Aires e vive e lavora a Milano dal 1990.
Al suo attivo ha varie esposizioni importanti, tra cui quella al Eachway Art and Fashion Museum nel Distretto di Longhua in Cina.
Inizia il suo percorso artistico con fotografie stampate su tessuto, che ritocca leggermente con la pittura e il ricamo. Successivamente è il tessuto che prende tutta la sua attenzione e che lavora e trasforma rendendolo quasi plastico, attraverso oggetti, arazzi, e forme sempre più tridimensionali.
Durante Pitti Filati presenta alcune sue opere recenti, realizzate in tessuto di riciclo (proveniente da scarti di industrie tessili e da suoi indumenti) che si trasformano in sculture morbide, attraverso una miriade di palline, minuziosamente cucite a mano e inter cuciture tra di loro e tra la struttura che le sorregge. I supporti intorno ai quali sono cucite le palline di tessuto sono in legno, ferro, poliuretano e, anch’essi, rigorosamente provenienti da una conscia scelta di riuso.
Questa miriade di piccole palline ci dice: “rappresentano anche il sacrificio di creare una piccola cosa che poi diventerà una forma che si espande. Questo lavoro di sacrificio e pazienza è per me salvifico, perché mentre cucio e applico le palline mi sento finalmente bene e dimentico i miei problemi, non so come avrei fatto a superare alcuni momenti familiari estremamente difficili, senza la mia arte.”
Il risultato delle opere è altamente sorprendente, non solo per la plasticità e il movimento che riesce ad ottenere, ma anche per il forte impatto cromatico. I colori scelti sono “pensati per esplodere insieme” racconta, facendo riferimento al titolo della mostra “Chroma” che invita l’osservatore alla ricerca di un’armonia cromatica.
Ma l’armonia Florencia la ricerca soprattutto nei rapporti umani, come spiega riferendosi all’opera “Abbracci” che vuole essere un’incitazione a mettere e rimettere sempre al centro delle nostre vite le relazioni umane: “intese come tolleranza e inclusione, nel tentativo di colmare la mancanza di comunicazione tra gli esseri umani e per abbracciare se stessi e poi il mondo.”
Insomma anche questa edizione di Pitti Filati è stata ricca di notevoli aggiornamenti sulle nuove tendenze – soprattutto sui nuovi tessuti ecologici – ma non ha dimenticato di stuzzicare la fantasia, regalandoci questo bel connubio tra tessile e opera artistica.

